Si tratta di un caratteristico complesso di fontana e lavatoio pubblici, oggi collegati. La costruzione delle due strutture architettoniche, però, è avvenuta in epoche diverse.
La fontana pubblica, detta A Funtana di Sutàn, forniva acqua per uso domestico alla parte bassa del paese, dalla quale ha preso il nome (Sutàn).
La struttura è inglobata nel muro che sostiene il sagrato della chiesa parrocchiale e si compone di tre nicchie: dalle due laterali, simmetriche, fuoriesce l’acqua corrente e quella centrale, cieca, serviva come spazio entro cui riporre oggetti.

L’acqua della fontana defluiva nel beaa, un canale a cielo aperto che scorreva poco più sotto, derivato dal Torrente Negrone per alimentare il mulino, due folloni e una segheria. La costruzione della fontana risale con buona probabilità alla prima metà dell’Ottocento.
Al primo decennio del Novecento, invece, risale la costruzione del lavatoio, originariamente coperto in lastre di pietra, per comodità delle donne che fino ad allora avevano lavato regolarmente i panni nell’acqua del torrente.
Il lavatoio venne alimentato successivamente con la costruzione della piccola vasca che oggi copre in parte la struttura originaria della fontana, vasca che serviva anche, fino a tempi piuttosto recenti (anni Settanta del secolo scorso), all’abbeveraggio delle mucche che transitavano in paese.La fontana di Sutàn, che non era più attiva da diversi anni, è stata ripristinata a cura dell’Associazione Fondiaria Upega.
