La prima chiesa di Upega, intitolata a Sant’Anna, è sorta al centro dell’abitato (dietro l’attuale Casa Canonica). Si trattava di una modesta costruzione, ricordata ancora negli anni Settanta del secolo scorso da alcuni anziani, che ospitava le sepolture degli Upeghesi in una cripta sotto il pavimento. La cappella è stata demolita in seguito alla costruzione del nuovo cimitero, posto fuori dell’abitato, verso la fine dell’Ottocento.
La costruzione della chiesa parrocchiale attuale, sempre dedicata a Sant’Anna, da documenti d’archivio sembra risalire almeno al Settecento. La sua consacrazione, però, è avvenuta soltanto nel 1805 ad opera dell’allora vescovo di Cuneo, Mons. Andrea Formica.
La Parrocchia di Sant’Anna è sempre appartenuta, salvo alcune parentesi dovute alle vicende politiche dei tempi, alla Diocesi di Ventimiglia.
La chiesa ha uno stile di semplicità alpestre ed è mantenuta dalle elemosine dei fedeli, essendo priva di fondi.
L’apparato decorativo attuale ha sostituito quello più antico, risalente al 1888 ad opera di un pittore proveniente da Triora, e ne ricalca sostanzialmente i motivi, pur avendone alterato le tinte. All’interno, sulla porta di ingresso, esisteva una cantoria in legno, soppressa nei moderni restauri. Il pavimento originario, in pietra nera locale, è stato sostituito da uno moderno, così
come le panche antiche, di cui si conserva un unico esemplare in fondo alla navata. La chiesa presenta due altari laterali: a destra, l’altare della Madonna, ornato da una tela a olio databile al secolo XIX che rappresenta la Madonna del Rosario col Bambino in atto di porgere la corona a San Domenico; a sinistra, l’altare di San Giuseppe che gli fu intitolato nel 1944 dopo che se ne era acquistata la statua per iniziativa di Don Benedetto Ferraris. Oggi l’altare presenta una tela del secolo XIX raffigurante i Santi Gioacchino ed Anna che educano la Vergine, prima esposta nel presbiterio (fig. 3).

Guardando l’altar maggiore, a sinistra, una bella statua lignea policroma di San Rocco, acquistata nel 1898 da Pietro Alberti per lo scioglimento di un voto fatto dagli Upeghesi in occasione di terribili grandinate che avevano distrutto i raccolti (fig. 2). Per costruire la nicchia in legno scolpito e dorato da ospitare la statua (oggi purtroppo distrutta), venne eliminato il pulpito.San Rocco era particolarmente venerato dai pastori.

A destra, la statua di Sant’Anna che educa la Vergine, patrona di Upega, acquistata nel 1915 per iniziativa di Don Bernardo Bensa. In fondo alla navata, a destra, la statua della Madonna di Lourdes, acquistata nel 1900 per iniziativa di Don Giovan Battista Rossi. L’acquasantiera, entrando a sinistra, costituita da marmi diversi tra cui il pregiato “Portoro” nero con striature gialle tratto dalle cave vicine ad Ormea (CN), è un ex voto donato alla chiesa nella seconda metà dell’ Ottocento da un commerciante di legname che aveva acquistato una partita di tronchi d’albero e li aveva fatti fluitare nel torrente Negrone per trasportarli a valle. Il legname, però, scomparve nel butaùu, l’inghiottitoio carsico che si trova nell’orrido delle Fascette, in cui il torrente scompare per riemergere in superficie più oltre. Il commerciante promise che, se i tronchi gli fossero stati miracolosamente restituiti, avrebbe acquistato un’acquasantiera per farne dono alla chiesa di Upega. In primavera, allo sciogliersi della neve, con la piena, i tronchi furono “risputati” dall’inghiottitoio e il commerciante sciolse il suo voto. Sopra la porta di ingresso, una tela a olio del secolo XIX raffigura l’Immacolata, un Angelo e San Rocco.
